Verdi and Wagner on line

lunedì 8 febbraio 2016

Verdi: il primo deputato V.I.P.



Proprio nei giorni in cui l'unificazione dell'Italia stava diventando una realtà, Cavour chiese a Verdi di candidarsi come deputato per il seggio di Borgo San Donnino ( l'attuale Fidenza). L'intento era chiaro: avere in parlamento l'uomo italiano che, più di ogni altro, avrebbe dato lustro al nuovo panorama politico dell'italia unita anche davanti agli stati esteri. In più non ci si era certo dimenticati dell'apporto che le sue opere avevano dato alla causa del risorgimento, a partire dal "Va pensiero" fino ad arrivare all'ultimo grande (e ormai un po' anacronistica) riconoscimento dei meriti del maestro nella causa unitaria con quell'acronimo W V.E.R.D.I. che stava per W Vittorio Emanuele Re D'Italia.
Verdi non fu contento di questa offerta. Prima di tutto, aveva troppo da fare nell'occuparsi dei suoi possedimenti a Sant'Agata che ormai, a forza di inglobare terre su terre, erano diventati quasi sconfinati, e poi, benchè proprio perchè aveva un ideale alto della politica, non riteneva giusto che una persona come lui, che faceva musica, dovesse occupare un posto per il quale non aveva nessun merito, oltre che nessuna preparazione. In fine accettò, più per rispetto allo stesso Cavour che per convinzione e la suA presenza alle sedute parlamentari si ridusse allo stretto necessario tanto che amava dire ai suoi amici che "Il deputato Giuseppe Verdi non esiste!"































1 commento:

  1. ...e tra l'altro votava pedissequamente secondo le indicazioni del Camillo. Meglio, come un ascaro giolittiano ante litteram qualsiasi.

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