Proprio nel periodo in cui veniva inaugurato il teatro a busseto, a 1000 km di distanza, nasceva l'idea di un altro teatro, a Bayreuth, nell'alta Baviera. Richard Wagner, aveva sempre sognato di poter avere un teatro "personale" che fosse costruito esclusivamente attorno alla sua "opera d'arte totale". In realtà, l'idea aveva accarezato Wagner fin dai tempi del "Lohengrin", ma solo con il progetto della tetralogia aveva raggiunto le dimensioni di un'utopica ossessione. E tale sarebbe rimasta se non avesse avuto la fortuna di entrare nelle grazie di Ludwig II di Baviera, il quale viveva l'arte di wagner come la materializzazione del mondo fiabesco nel quale avrebbe voluto vivere. A differenza di Verdi, che reputava inutile la spesa per il teatro a Busseto, Wagner, ritenendolo indispensabile, progettò l'idea di un teatro grandioso, dove l'acustica, la disposizione dei posti a sedere ad arena, l'orchestra totalmente nascosta e il buio totale in sala, dovessero dare l'impressione che l'azione (se così si può dire) avvenisse non tanto sul palco ma nella mente dello spettatore. Per la costruzione del teatro, Wagner organizzò quella che oggi verrebbe chiamata campagna di "crowdfunding" mettendo in vendita 300 quote da 1000 talleri l'una ( circa 10000 euro). Nonostante questo, il costo superò di gran lunga la spesa che era stata preventivata all'inizio, rischiando di far naufragare l'impresa sul nascere. E' grazie ad un altro contributo da parte di Ludwig, di ben 100000 talleri, che il teatro venne completato nel 1876, inaugurandolo con l'intero ciclo de "L'Anello del nibelungo". A livello mediatico fu un successo di portata planetaria mentre, da un punto di vista finanziario, fu l'ennesimo buco nell'acqua del compositore. Il disastro finanziario era talmente vasto che il Teatro dovette star chiuso per ben 6 anni. E fu così che, almeno all'inizio della loro esistenza, i due teatri creati apposta per i due più grandi compositori del tempo, ebbero una sorte comune: dare l'impressione di una totale inutilità.
Verdi and Wagner on line
venerdì 12 febbraio 2016
Teatri "ad personam..."
Proprio nel periodo in cui veniva inaugurato il teatro a busseto, a 1000 km di distanza, nasceva l'idea di un altro teatro, a Bayreuth, nell'alta Baviera. Richard Wagner, aveva sempre sognato di poter avere un teatro "personale" che fosse costruito esclusivamente attorno alla sua "opera d'arte totale". In realtà, l'idea aveva accarezato Wagner fin dai tempi del "Lohengrin", ma solo con il progetto della tetralogia aveva raggiunto le dimensioni di un'utopica ossessione. E tale sarebbe rimasta se non avesse avuto la fortuna di entrare nelle grazie di Ludwig II di Baviera, il quale viveva l'arte di wagner come la materializzazione del mondo fiabesco nel quale avrebbe voluto vivere. A differenza di Verdi, che reputava inutile la spesa per il teatro a Busseto, Wagner, ritenendolo indispensabile, progettò l'idea di un teatro grandioso, dove l'acustica, la disposizione dei posti a sedere ad arena, l'orchestra totalmente nascosta e il buio totale in sala, dovessero dare l'impressione che l'azione (se così si può dire) avvenisse non tanto sul palco ma nella mente dello spettatore. Per la costruzione del teatro, Wagner organizzò quella che oggi verrebbe chiamata campagna di "crowdfunding" mettendo in vendita 300 quote da 1000 talleri l'una ( circa 10000 euro). Nonostante questo, il costo superò di gran lunga la spesa che era stata preventivata all'inizio, rischiando di far naufragare l'impresa sul nascere. E' grazie ad un altro contributo da parte di Ludwig, di ben 100000 talleri, che il teatro venne completato nel 1876, inaugurandolo con l'intero ciclo de "L'Anello del nibelungo". A livello mediatico fu un successo di portata planetaria mentre, da un punto di vista finanziario, fu l'ennesimo buco nell'acqua del compositore. Il disastro finanziario era talmente vasto che il Teatro dovette star chiuso per ben 6 anni. E fu così che, almeno all'inizio della loro esistenza, i due teatri creati apposta per i due più grandi compositori del tempo, ebbero una sorte comune: dare l'impressione di una totale inutilità.
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