
Quando Wagner venne accarezzato dall'idea di mettere in musica le gesta di Sigfrido, nemmeno lui avrebbe lontanamente immaginato quale monumentale opera sarebbe nata dalla sua mente geniale. Inizialmente lo aveva concepito come un poema in prosa in cui raccontava semplicemente ( e trattandosi di Wagner, si fa per dire) la morte del leggendario eroe teutonico. Col trascorrere degli anni e con l'acquisizione di tutte le esperienze filosofiche, letterarie ed umane del compositore, e la maturazione del suo concetto di "dramma musicale", gli venne quasi spontaneo comporre di getto, ed a ritroso, tutto l'antefatto che portava alla morte di Sigfrido. Nello stendere il libretto, infatti, partì da quello che poi sarebbe diventato Il crepuscolo degli dei e, andando cronologicamente all'indietro, proseguì con Sigfrido, La Valchiria e L'oro del Reno. Da qui, nella composizione della musica, si mosse in direzione inversa partendo da L'oro del Reno e andando avanti. La composizione, per quanto complessa, andò avanti abbastanza rapidamente. Nel frattempo Wagner aveva condotto una vita difficile, sempre alle prese con i debiti e con i relativi creditori. Come ben si sa, fu Ludwig II a toglierlo dai guai (ci torneremo più dettagliatamente in un'altra occasione). Spossato e contemporaneamente affascinato dal mito di Tristano e Isotta, decise di interrompere la composizione de L'anello alla fine del secondo atto del "Sigfrido". Lo avrebbe ripreso in mano 14 anni dopo, riuscendo a stupire ancora oggi gli ascoltatori di quest'opera imponente per la capacità di riprenderne (nonostante gli anni passati) il colore e l'atmosfera come se l'avesse abbandonata solo per qualche giorno. Nel frattempo erano nati il "Tristano" e I Maestri cantori, c'erano stati i primi contrasti con il re, lo scandalo Von Bulow e il progetto del teatro a Bayreuth, creato apposta perchè l'intero ciclo dell'anello venisse eseguito in un luogo ideale, su misura. Ed è infatti significativo che la fine della composizione della tetralogia sia stata procrastina fino a quando il teatro non fosse stato pronto. Venne infatti inaugurato nel 1876 con l'esecuzione dell'intero ciclo, dando il via a quello che è ancora oggi il "Festival di Bayreuth"

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