Verdi and Wagner on line

sabato 6 febbraio 2016

"La donna è mobile" ovvero, la banalità del genio.



Quando il pubblico di Venezia vide calare il sipario sulla prima del "Rigoletto", forse non fu pienamente consapevole di aver assistito ad un'opera che non si accontentava di essere nuova ma che si sarebbe ben presto rivelata addirittura rivoluzionaria. Infatti, dopo l'isolato esperimento (per i tempi, forse, un po' troppo futuristico) del Macbeth, questa opera era il primo risultato totalmente compiuto della trasformazione dell'opera in dramma teatrale, voluta da Verdi. Nonostante il pubblico avesse applaudito convintamente questo lavoro, dicevamo, è molto improbabile che  si sia reso conto della portata storica, oltre che artistica, di un'opera come quella. Saranno stati moltissimi quelli che, il giorno dopo, passeggiando per le calli veneziane o navigando placidamente sulle gondole, si saranno limitati a fischiettare  il brano di punta dell'opera: " La donna è mobile". Si narra, oltretutto, che mentre faceva una passeggiata durante il suo ultimo soggiorno veneziano, sentendo un gondoliere cantare questa famosa aria, Wagner abbia risposto con un ostentato moto di disgusto. Ma per quale motivo, in un'opera moderna come il "rigoletto", dove si accantonano definitivamente i recitativi in favore di quelle che Verdi chiama "Scene", proprio nel Terzo atto, dopo il quartetto magistrale e appena prima che scoppi la tempesta, Verdi ha sentito il bisogno di inserire un'arietta così banale interrompendo l'azione proprio nel culmine drammatico dell'opera? Me lo sono ripetutamente chiesto le prime volte che mi cimentavo con quest'opera. Eppure era semplice: senza che me ne fossi accorto, Verdi stava ricorrendo ad uno di quei suoi colpi di teatro per i quali il suo sconfinato istinto drammatico non falliva mai. Basti fare mente locale: poche ore dopo, Rigoletto è sulle rive del fiume Mincio pronto a gettare il cadavere rinchiuso nel sacco che ha sulle spalle. E' convinto che all'interno ci sia proprio il corpo del duca, sul quale si è vendicato, assoldando un sicario, per avergli disonorato la figlia. E invece no! Nel sacco c'è proprio il cadavere della figlia, ma lui non se ne accorge, non controlla. Ed è proprio in quel momento che, in lontananza, dalla sua stanza presa in affitto all'osteria, il duca canticchia di nuovo questo semplice motivetto. E' o non è un cazzotto nello stomaco? Tu, ignaro spettatore che quella sera del 1851 ti eri comodamente seduto in un palco per ascoltarti il tuo bel melodramma, ti sei ritrovato ad assistere all'antenato di un film horror, ne più ne meno. L'aria opprimente (magistralmente messa in musica da Verdi) di un temporale notturno appena passato, un delitto, un cadavere da gettare al fiume e, da lontano, la voce di quella che doveva essere la vittima. Cosa sarà avvenuto nel corpo del povero gobbo? Il sudore freddo, il cuore che batte a mille, lo stomaco che si chiude, un improvviso nodo alla gola. Rigoletto, dopo aver cantato vittoria "Ora mi guarda o mondo. Questo è un buffone ed un potente è questo", rischia un autentico infarto. Mi perdonino i wagneriani ortodossi se dico che "la donna è mobile", proprio per la sua funzione di "Leitmotiv" nella scena del sacco, non ha niente da invidiare a tutti i leitmotiv che ci sono e ci saranno nelle opere di Wagner.  E per cosa? Per un'arietta semplice semplice, cantata in lontananza da un tenore. Lo spettatore lo sa che il duca è vivo e che nel sacco c'è Gilda, immolatasi per amore, ma Rigoletto no! Lui non lo sa! Ecco il perchè di quell'aria banale e quasi fuori luogo: perchè il geniale Verdi ha voluto creare una reminiscenza in modo che lo spettatore immaginasse, percepisse quel momento di inferno emotivo vissuto dal gobbo, trascinandolo in un vero e proprio film dell'orrore.
Ecco cos'era Verdi. Un artista che riusciva ad essere assolutamente geniale usando anche le soluzioni più banali.
Anche questo è Verdi.

6 commenti:

  1. Piccolo appunto pedante: se ben rammentomi (!), il quartetto viene dopo, non prima de "La donna è mobile".
    Per il resto, osservazioni acutissime dalle quali si potrebbe dedurre che Verdi ha in un certo senso anticipato nientemeno che Hitchcock: per il quale una regola fondamentale della suspense è quella di dare agli spettatori un'informazione che i protagonisti non hanno.

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    1. L'osservazione è giustissima, ma il duca lo ripete poco prima di addormentarsi, in lontananza, proprio mentre Rigoletto sta per gettare il sacco con dentro Gilda. Ed è a quella ripetizione che mi sono riferito :)

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  2. Non avevo mai notato che avessi anche un blog collegato alla pagina. Ora che lo so ti sfrutterò impunemente per farmi una cultura di musica classica.
    Meraviglioso articolo!

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    1. L'ho messo su da poco. Comunque grazie. Se hai bisogno, io qua sto :D <3

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  3. Veramente da brivido il sentir cantare il Duca fuori scena prima dell'apertura del sacco...e il vento fatto dal coro? Rigoletto l'ho suonato tante volte in orchestra ma è sempre sconvolgente...e "Lassù nel cielo, vicino alla madre"...un attimo prima di morire Gilda vorrebbe cantarlo ancora una volta...ci prova...le mancano le forze...ci riprova un semitono sotto...commovente... Uomo di Teatro prima ancora che musicista...

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  4. Veramente da brivido il sentir cantare il Duca fuori scena prima dell'apertura del sacco...e il vento fatto dal coro? Rigoletto l'ho suonato tante volte in orchestra ma è sempre sconvolgente...e "Lassù nel cielo, vicino alla madre"...un attimo prima di morire Gilda vorrebbe cantarlo ancora una volta...ci prova...le mancano le forze...ci riprova un semitono sotto...commovente... Uomo di Teatro prima ancora che musicista...

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