Verdi and Wagner on line

lunedì 22 febbraio 2016

Menage a trois...

    
    
    


Teresa Stolz, una brava cantante Boema. Fu lei che cantò da protagonista ne La forza del destino, nel Don Carlo e anche alla prima di Aida alla Scala. Sul rapporto tra Verdi e la Stolz e sua sua presunta ambiguità, sono stati versati fiumi di inchiostro. Secondo alcuni, i due, al pari di Riccardo e Amelia, siano stati trascinati da un'indomabile passione reciproca, mentre secondo altri, si è trattato soltanto di profonda stima e amicizia. Di sicuro c'è il fatto che la relazione tra Mariani e la Stolz si interruppe proprio nel periodo che va dal Don Carlo all'Aida milanese (Verdi gli aveva offerto di dirigere la prima in Egitto ma lui si era rifiutato). A rafforzare l'ipotesi che non solo di amicizia tra artisti ma di ben altro, vi sono anche varie lettere di Giuseppina (tra le quali ne spicca una veramente drammatica scritta ma mai spedita al marito) in cui è percepibile l'amarezza e la disillusione di questa donna che si sente umiliata e tradita. Ma essendo la Strepponi molto più intelligente e scaltra del Mariani, riuscì a ricomporre la stabilità del suo rapporto con Verdi proprio impostando il suo rapporto con la Stolz su una sincera amicizia. Mariani, molto meno scaltro e più impulsivo, si lagnò con chiunque volesse ascoltarlo che Verdi gli aveva portato via la donna e, quasi per una sorta di ripicca, decise di organizzare il debutto assoluto del Lohengrin di Wagner, considerato il nemico n.1 del compositore bussetano; ma questa è un'altra storia.
Nonostante tutte le illazioni sul conto di questa presunta relazione tra Verdi e Teresa stolz, nessuno degli studiosi è riuscito a portare una prova schiacciante, ne di colpevolezza e né di innocenza.

La questione, insomma, è rimasta aperta e non sarà certo questo blog a riuscire a fare chiarezza. Di sicuro c'è un'indizio molto importante che, se non dimostra che tra loro ci fu davvero una relazione di tipo passionale, indica che molto probabilmente, in quel periodo, Verdi fu vittima di un'autentica tempesta ormonale: questo indizio è proprio l'Aida. In nessun'altra opera di Verdi, fino a quel momento, si erano mai respirati un erotismo e una sensualità così evidenti come, ad esempio, nella prima scena del secondo atto (Chi mai fra gli inni e i plausi erge alla gloria il vol, al par di un dio terribile fulgente al par del sol?....); e che dire del terzo atto, dove Aida ( e soprattutto la musica che la avvolge) ricorre a tutte le armi seduttive di cui può servirsi una donna per raggiungere uno scopo ("Là... tra foreste vergini,di fiori profumate in estasi beate la terra scorderem..."). Insomma, mai come in quest'opera, accanto ai conflitti interiori, alle grandi scene di massa e alle fanfare guerriere, la sensualità aveva raggiunto livelli così evidentemente "sfacciati". Qualunque sia stato il rapporto tra lui e Teresa, è certo che quest'opera fu scritta da un uomo che, sebbene quasi cinquantenne, conosceva ancora come le sue tasche l'arte della seduzione femminile.

Nessun commento:

Posta un commento

Le biografie "online" dei compositori...