Verdi and Wagner on line

mercoledì 3 febbraio 2016

Verdi, la Strepponi e Busseto.


Quando, verso la fine degli anni '40 del 1800, Verdi decise di stabilirsi a Busseto insieme a Giuseppina, senza che fossero sposati, Si immaginava erroneamente che i compaesani li avrebbero accolti a braccia aperte. Capirai: un ambiente piccolo e provinciale come quello, che vede stabilirvisi l'uomo più famoso d' Italia, non avrebbe inteso questa presenza se non come un grande onore. La realtà fu ben diversa: a Busseto era ancora molto viva la memoria di Margherita, la prima moglie di Verdi e figlia del suo benefattore Barezzi. Come se non bastasse, Giuseppina era una ex cantante lirica e nella mentalità chiusa dei bussetani, qualunque donna calcasse le scene , era considerata una poco di buono. I due si stabilirono in un sontuoso palazzo che Verdi aveva acquistato sulla via principale del paese ma fuori da quelle mura, le malelingue correvano. A Giuseppina si attribuiva qualunque sorta di peccato vero o presunto, veniva sommessamente (ma abbastanza indiscretamente perchè se ne accorgesse) additata ogni volta che camminava per strada ed ogni volta che andava a messa, si ritrovava sempre seduta da sola perchè nessuno voleva sederle accanto. A peggiorare le cose, cominciarono ad arrivare a casa Verdi anche delle lettere anonime piene di ingiurie ed insulti diretti alla sua convivente (il fatto che vivessero insieme costituiva un aggravante non indifferente).
Alla fine, Verdi non ce la fece più e decise di stabilirsi in un casolare a Sant'Agata, presso villanova d'adda, poco fuori dal paese di Busseto. Chiuse i rapporti non solo con Busseto ma anche con tutti i bussetani, e quando, molti anni dopo, a Busseto si decide di dedicargli un teatro di nuova costruzione, lui accettò solo dopo esser stato dal notaio ed avergli fatto stilare una lista di tutte le offese e i torti subiti dai suoi compaesani. Solo con Barezzi continuò a mantenere dei rapporti, anche se, in quel periodo si raffreddarono non poco. L'amicizia tra loro tornò quella che era sempre stata quando ebbero un acceso (e drammatico) chiarimento di cui si è conservata la lettera di risposta di Verdi:

"Carissimo suocero, dopo tanto attendere non credevo di ricevere da lei una lettera (...) nella quale avvi qualche frase ben pungente. (...) E vero, in casa mia vive una donna libera ed indipendente con una piccola fortuna che la mette al riparo da qualunque necessità. Chi sa quali sono i diritti che io ho su di lei e lei ha su di me? Chi sa se è o non è mia moglie?"

La potenza di questa domanda è inaudita! Infatti, nemmeno a Barezzi, il suo benefattore e padre di Margherita rivela la natura del legame con Giuseppina. E' il suo modo di difenderla e difendere il suo diritto a vivere come vuole. Siamo nel periodo che precede la composizione de "La traviata" e, benchè non sia un'opera autobiografica, va da se che il grande rispetto che egli ha per l'amore contrastato tra Violetta ed Alfredo è memore anche di quell'esperienza.
Il suo è lo sfogo di qualunque Alfredo disposto a tutto pur di difendere la sua Violetta.

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