Verdi and Wagner on line

domenica 10 gennaio 2016

Wagner incontra Parsifal....a Siena.

Benchè fosse teutonico fino al midollo, Richard Wagner era innamorato perso dell'Italia. Fin dai tempi del matrimonio con Minna, negli anni cinquanta del XIX secolo, fece lunghi viaggi attraverso il nostro paese, attraversandolo varie volte da nord a sud. I suoi viaggi in Italia furono innumerevoli e i suoi soggiorni, spesso molto lunghi, densi di ispirazione anche per le sue opere. A La Spezia, ad esempio, dopo una breve quanto drammatica traversata nell'omonimo golfo con il battello (soffriva il mal di mare), durante un dormiveglia, ebbe l'ispirazione per il preludio de "L'oro del Reno". Tra l'altro (e qui permettetemi una punta di orgoglio campanilistico) lui e Verdi per poco non si incontrarono proprio a Pistoia, la mia città, visto che entrambi vi soggiornarono nell'estate del 1880 a distanza di un mese l'uno dall'altro. E fu proprio in Toscana, visitando il duomo di Siena, che ebbe la visione di come doveva essere la scena del terzo atto del "Parsifal". Rimase letteralmente folgorato da quella costruzione così maestosa e spirituale al tempo stesso, tanto da fargli dire di aver provato: "La più grande emozione che mi abbia mai procurato un edificio." Anche il secondo atto del "Parsifal" ha un'ambientazione di origine italiana; infatti, il giardino delle fanciulle fiore fu ispirato dalla visone dei giardini di Villa Rufolo a Ravello, sulla costiera amalfitana. A ulteriore dimostrazione di quanto egli amasse l'Italia, come sua ultima residenza scelse Venezia, la città in cui decise di stabilirsi definitivamente nel 1882 "Non più per creare ma per morire", come ebbe a dire egli stesso. E fu, infatti, proprio a Venezia che la morte lo colse il 13 Febbraio del 1883.

         

La prima del "Parsifal" ebbe luogo a Bayreuth il 26 Luglio del 1882, alla presenza dell'autore, il quale, durante una delle repliche, diresse personalmente il III° atto. Sotto la bacchetta di Hermann Levi, nel ruolo del protagonista, cantò il tenore Hermann Winkelmann, molto apprezzato dallo stesso Wagner, che aveva già interpretato molte delle sue opere e che, a fine carriera, incise alcuni brani da opere di Wagner tra cui un'aria del Lohengrin, nel 1905. E' un'incisione di grande valore storico poichè si ha una delle poche vere occasioni di sentir cantare la musica di Wagner da un tenore al quale lui stesso l'aveva insegnata. Per ascoltarla, premere qui.


Nessun commento:

Posta un commento

Le biografie "online" dei compositori...