Verdi and Wagner on line

martedì 26 gennaio 2016

Piave: il "librettaro" perfetto



           

Dopo aver lavorato con Boito, nelle sue ultime due opere e nel rifacimento del Boccanegra, è stato di moda denigrare i versi che Francesco Maria Piave ha scritto per Verdi, senza però ricordarsi che proprio i maggiori capolavori usciti dalla penna del compositore bussetano, da Macbeth a Rigoletto, da Ernani a La traviata. Eppure, dopo 150 anni sono in molti a considerare il Piave un semplice "librettaro" (versione dispregiativa del termine, già di suo declassante, di librettista). Cosa aveva in meno rispetto ad un Cammarano, o ad un Solera? In meno di loro aveva un pregio quasi paradossale: la mancanza di esperienza. E fu proprio questa mancanza di esperienza (e anche una bella dose di umiltà), grazie alla quale fu sempre disposto a chinare il capo di fronte al dispotico Verdi, che gli consentì di scrivere versi e libretti che si adattarono perfettamente alla musica del suo maestro. Basti leggere l'epistolario estremamente nutrito tra il Piave e Verdi per capire quale fosse il rapporto lavorativo e anche umano tra i due. Verdi che rimprovera, si arrabbia, denigra, umilia il povero Piave raccomandandogli chiarezza e brevità, smontandogli intere pagine costategli fatica ed energia e costringendolo, con fare sbrigativo e anche poco cortese, di rifare daccapo. E il Piave si piega, obbedisce, subisce, mostrando sempre una pazienza certosina, conscio del suo ruolo di semplice ed inesperto "librettaro" davanti a un musicista della fama e del genio di Verdi.
Perchè allora, si dirà, tutti questi appunti non furono fatti ad Andrea Maffei, reo di aver scritto forse il peggior libretto per un'opera di Verdi (I Masnadieri) e, probabilmente, uno dei libretti più brutti di tutta la storia dell'opera? Maffei aveva già fama di Letterato, di scrittore ed era il marito della Contessa Maffei, che già all'epoca era una delle migliori amiche di Giuseppe Verdi, il quale, probabilmente,si sarà sentito non poco in difficoltà soltanto all'idea di fare qualche osservazione a cotanto "letterato". E comunque vero che questo sarà il primo ed ultimo libretto che Verdi si farò scrivere dal Maffei. Dopo tornerà ai versi del Solera (per poco tempo) e del Cammarano, uomini di comprovata esperienza. Ma soprattutto, tornerà a chiedere la collaborazione del Piave, il quale (prima dell'avvento di Boito) sarà l'unico a capire fino in fondo ed a tradurre in versi, le idee scaturite dall'infallibile istinto teatrale di Verdi.

Nessun commento:

Posta un commento

Le biografie "online" dei compositori...