Il 7 Dicembre prossimo, il Teatro alla Scala inaugurerà la nuova stagione lirica con la "Giovanna D'Arco" di Verdi. Opera molto meno conosciuta di tante altre scritte dalla mano inarrivabile del cigno di Busseto e, non si abbia paura di dirlo, opera anche meno talentuosa rispetto a tante altre. Giovanna D'Arco fa parte di quelle opere scritte in serie nel periodo che Verdi stesso definì "Gli anni di galera", ovvero quel periodo in cui scriveva un'opera dietro l'altra per poter mantenere gli impegni ( e guadagnarsi la pagnotta) con i teatri che gli commissionavano i lavori. In più, a nuocere in maniera abbastanza incisiva a questo lavoro, vi è il libretto raffazzonato di Temistocle Solera, lo stesso che aveva scritto il libretto del Nabucco, che scrisse un testo molto scadente dal punto di vista drammatico. Nonostante questo, l'opera debuttò proprio al Teatro alla Scala, il 15 Febbraio 1845 ottenendo un grande successo, al punto che già pochi giorni dopo ( come spiega bene Emanuele Muzio in una lettera a Barezzi scritta da Milano proprio in quei giorni) un grande carrillon su ruote, era in grado di suonare quasi la Giovanna d'Arco per intero circolando per le strade della città e provocando degli enormi problemi di viabilità. Successivamente fu rappresentata a Firenze, dove non ebbe molta fortuna, e a Senigallia e a Roma,dove, per volere dell'ufficio censura dello stato pontifico, il titolo fu modificato curiosamente in...Orietta di Lesbo.
L'opera rimase ben presto schiacciata dai successivi capolavori verdiani e, eccezion fatta per qualche sporadica ripresa, finì abbastanza presto nel dimenticatoio. Lo stesso Toscanini, che per Verdi aveva un'ammirazione sconfinata, la considerava tra quelle opere che, seppur scritte da un genio, erano state giustamente dimenticate, tanto scarso era il loro valore.
Al di la delle incisioni su Lp e Cd (alcune anche di pregio) Il teatro Milanese ne offrirà una edizione che, almeno sulla carta, pare promettere molto bene. L'esecuzione infatti sarà affidata alla bacchetta esperta di Riccardo Chailly e a cantanti come Anna Netrebko, Carlos Alvarez e Francesco Meli.
L'opera rimase ben presto schiacciata dai successivi capolavori verdiani e, eccezion fatta per qualche sporadica ripresa, finì abbastanza presto nel dimenticatoio. Lo stesso Toscanini, che per Verdi aveva un'ammirazione sconfinata, la considerava tra quelle opere che, seppur scritte da un genio, erano state giustamente dimenticate, tanto scarso era il loro valore.
Al di la delle incisioni su Lp e Cd (alcune anche di pregio) Il teatro Milanese ne offrirà una edizione che, almeno sulla carta, pare promettere molto bene. L'esecuzione infatti sarà affidata alla bacchetta esperta di Riccardo Chailly e a cantanti come Anna Netrebko, Carlos Alvarez e Francesco Meli.
Ed è proprio Riccardo Chailly che, tanto per avere un assaggio, dirige la Filarmonica della Scala nella sinfonia della Giovanna D'arco nel video seguente.
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