Verdi and Wagner on line

domenica 5 febbraio 2017

Il papà della SIAE? Giuseppe Verdi




L'annosa questione del diritto d'autore, ha le sue origini lontanissime nel tempo. Addirittura nell'antica grecia.  Ma prima che questa venisse regolamentata, sono passati secoli ed addirittura millenni. Un passo importante fu quando Gutemberg, nel 1455, inventò la stampa a caratteri mobili, che in un sol colpo velocizzava la riproduzione di un qualunque manoscritto aumentando esponenzialmente il numero delle stampe e mandando in pensione i copisti "a mano"; in quel frangente, per la prima volta, si pose il problema del diritto d'autore in senso moderno. Per arrivare, però, ad una forma riconosciuta ed "istituzionalizzata" di questo importante riconoscimento (che poi si sarebbe chiamato SIAE), si dovette aspettare il 1882, quando, insieme ad altri artisti, musicisti e letterati ( da Lumbroso a Carducci, da Boito a Verga), un certo Giuseppe Verdi ( e chi altri?) formò la Società Italiana Autori Editori. Fu tale associazione che, trasformandosi ed evolvendosi nel tempo ( e non sempre in meglio) è sempre stata la corce e delizia per ogni autore. Si è calcolato che, grazie alla creazione di questa società di tutela, uno come Mozart, nell'era dei cd, della televisione e dei download di musica on line e con le suonerie dei telefonini, solo con i proventi della "Piccola serenata notturna in sol magg." potrebbe guadagnare tranquillamente e senza far nulla ben 600 euro ogni ora.
Se solo ci avessero pensato prima!

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