Verdi and Wagner on line
martedì 10 gennaio 2017
Quel giorno al monte di pietà.
Siamo ormai abituati a pensare a Wagner come a quello sempre in bolletta e a Verdi come a quello parsimonioso e benestante. In generale fu così, ma anche per Verdi ci furono momenti molto difficili dal punto di vista economico. Fu nei primissimi anni della sua carriera, quando, da poco, si era trasferito a Milano insieme a Margherita Barezzi, la sua prima moglie e figlia del suo benefattore Antonio. Si era intorno al 1838 e i coniugi Verdi avevano preso in affitto un piccolo appartamento nella città meneghina. Verdi stava lavorando alacremente alla sua prima opera, quell'Oberto conte di San Bonifacio ormai quasi dimenticato e che gli era stato commissionato dall'impresario Merelli su suggerimento del soprano Giuseppina Strepponi. Nell'attesa che l'opera fosse completata e messa in scena, le cose però non andavano bene; mancavano i soldi per l'affitto e Verdi, che in quel periodo non godeva nemmeno di buona salute, non se la sentiva di chiedere ancora soldi al suocero, che già ne aveva investiti tanti ancora senza risultato. A togliere la famiglia dai problemi, fu proprio Margherita che, raccolti quei pochi gioielli che possedeva, li portò al monte di pietà senza pensarci due volte, riuscendo così ad ottenere quanto necessario per il pagamento dell'affitto arretrato. E qui, credo che la "Ghitta" (così venica chiamata affettuosamente in famiglia) meriti davvero un pensiero e tanta stima. Se di lei non esiste quasi nessun documento e spesso molti biografi tendono a liquidarla quasi come una figura sbiadita e ininfluente nella vita di Verdi, va anche detto che questa storia dimostri non solo quanto amore aveva per il suo Giuseppe, ma anche quanto sia stata importante ed incoraggiante la sua presenza in quei primi anni di carriera artistica per il marito. Chissà come sarebbe stata la vità di Verdi se fossero rimasti a lungo insieme...
Margherita piantò le radici, insieme al padre, del successo planetario di Verdi, ma non fece a tempo a vederlo perchè morì giovane. Nella cripta della casa di riposo fondata da Verdi, vicino ai corpi di Giuseppe e Giuseppina, c'è una piccola urna che contiene una sua ciocca di capelli, alcune piccole cose appartenute ai loro due figli morti poco dopo la nascita, e quei gioielli recuperati dopo la sua morte. E' tutto in una piccola urna sulla quale Verdi fece scrivere "Ricordi della kia povera famiglia".
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