Verdi and Wagner on line
sabato 19 marzo 2016
La festa del papà
In moltissime delle opere di Verdi, il rapporto tra padri e figli, riveste una grande importanza; basti pensare a Rigoletto, Simon Boccanegra, Don Carlo e soprattutto a quel famoso Re Lear che non ebbe mai la forza di musicare. Conoscendo la sua biografia e ascoltando soprattutto queste opere, si percepisce spesso come forse, la sua opera incompiuta che gli ha dato più dolore, sia stata proprio quella di fare il buon genitore. Uomo molto sfortunato, il Verdi, da questo punto di vista, avendo potuto soltanto pregustare la gioia dell'amore paterno e coniugale, visto che i due figli avuti da Margherita, morirono entrambi bambini, seguiti a poca distanza anche dalla loro madre. A nessuno di loro, Verdi, ha fatto in tempo a dedicare la sua gloria e i suoi successi. La storia d'amore con Giuseppina, madre anch'essa di due figli illegittimi, impedì per lungo tempo al compositore bussetano di poter sfogare il suo istinto di padre amoroso. Quando ormai entrambi furono giunti ad un'età in cui era fisiologicamente pensare di avere dei bambini, si decisero ad adottare Maria Filomena, figlia di un cugino di Giuseppe Verdi, che divenne a tutti gli effetti (anche notarili) la figlia di Giuseppe e Giuseppina. L'ormai maturo Giuseppe Verdi, ebbe così la soddisfazione, tanto agognata in vita sua, di poter riversare quell'amore paterno che si era tenuto dentro per decenni e che aveva riversato, con profondo rimpianto,proprio in alcune delle sue partiture. A questo proposito, è forse esemplare l'ascolto di "Del lacerato spirito" dal Simon Boccanegra, nel cui legame musica-parole è, a mio avviso, il pianto straziante che deve aver avviluppato verdi ai tempi in cui perse i suoi figli.
Oggi, 19 Marzo, che è la festa del papà, mi piace pensare che lo stesso giorno di tanti anni fa, Maria Filomena gli facesse gli auguri e gli stampasse un bel bacione sulle sue guance ricoperte da quel barbone di uomo rude dal cuore tenero.
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