Verdi and Wagner on line

mercoledì 9 marzo 2016

La prima (mancata) del Tristano....



     
      
      


Edward Hanslik, famosissimo critico musicale del 1800, a proposito del preludio del "Tristano e Isotta", si espresse più o meno in questi termini: "Il preludio può ricordare il Martirio di San Bartolomeo, visto che da l'impressione di assistere allo spettacolo di un uomo a cui viene tolta la pelle molto lentamente." Si può essere o meno d'accordo su quello che dice, ma sicuramente la storia di quest'opera, per certi versi, assomiglia ad una lenta agonia. Intanto, le ragioni che spinsero Wagner alla sua composizione furono dettate anche dallo stato agonizzante din cui versava la composizione del "Ring", che infatti venne interrotta per molti anni. Agonizzante era anche lo stato sentimentale di Wagner, travolto dalla passione clandestina per Mathilde Wesendonk che dovette interrompere e dalla quale dovette fuggire per molteplici ragioni ( la gelosia dei rispettivi consorti e gli onnipresenti debiti), e profondamente agonizzante fu anche la sua stessa messa in scena, tanto che tra la fine della composizione e il debutto vero e proprio passarono ben 6 anni. Wagner aveva tentato di farla rappresentare a Vienna con l'aiuto di Hans Von Bulow (altro re Marke, al pari di Otto Wesendonk, al quale Tristano-Wagner avrebbe sottratto la promessa sposa Isotta-Cosima) ma dovette rinunciare per la difficoltà della messa in scena. Eppure, a sentire lo stesso Wagner, Tristano davrebbe dovuto essere un dramma facile da eseguire e da cantare; talmente facile che fu solo con l'avvento dell'amicizia tra lui e il Re di Baviera che il Tristano poté essere messo in scena a Monaco. E' interessante notare come l'immedesimazione di Wagner nella sua opera sia stata totale e, a mio avviso, se è il capolavoro che è, lo è perchè Il compositore si è creato intorno (nella sua concezione romantica, ovviamente) lo stesso clima di adulterio: la direzione della premiere  è di nuovo affidata a Von Bulow, quando il rapporto adulterino tra sua moglie e Wagner è ormai palese, e la stessa Cosima, anni dopo, avrà modo di dire riferendosi a Mathilde Wesendonk: "Povera Mathilde. Se sapesse cosa c'è dentro il Tristano, fuggirebbe in preda allo spavento!" La difficoltà di questa opera così nuova, diversa e "disturbante" per l'epoca, divenne palese il giorno stesso del debutto a Monaco. Malvina Schnorr, interprete di Isotta, stremata dalle prove e dalla parte così difficile, perse improvvisamente la voce e la rappresentazione dovette essere posticipata ( l'ennesima agonia con cui dovette fare i conti quest'opera). Ma non è finita. Nonostante il grande successo ottenuto dal Tristano, Ludwig Schnorr, il bravissimo ed intelligente tenore che sosteneva la parte del protagonista maschile, morì improvvisamente a 29 anni dopo poco più di un mese dal debutto lasciando Wagner esterrefatto. E per molti anni ci fu chi sostenne che ad ucciderlo era stato lo sforzo immane di interpretare l'impervia parte di Tristano.

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