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lunedì 18 aprile 2016

Mozart e il "gomblotto" massonico...



Pare quasi un paradosso il fatto che, nei mesi e nelle settimane appena precedenti la sua morte prematura, Mozart fosse letteralmente oberato di lavoro. L'incarico del requiem avuto dal famoso e misterioso committente vestito di nero, la composizione de "La clemenza di Tito" ( che sembra sia stata portata a termine in soli 15 giorni), il meraviglioso concerto per clarinetto, e poi il Flauto Magico, il suo estremo, irraggiungibile capolavoro. Di quest'opera bella ed enigmatica ne sono state date innumerevoli letture e tutte, a loro modo, abbastanza pertinenti: una fiaba per bambini (perchè no?), una summa della poetica mozartiana nella quale si fondono mirabilmente gli elementi dell'opera buffa e dell'opera seria, una inconsapevole anticipazione dell'opera romantica, un'esperienza mistica, un'opera massonica. Ecco: fermiamoci a questa definizione.  Nell'ultima opera di Mozart, gli elementi massonici ci sono tutti, a cominciare dal numero 3: tre accordi ripetuti che aprono l'ouverture e che nell'opera ricorrono spesso, tre dame e i tre fanciulli, le tre prove del silenzio, dell’acqua e del fuoco, le tre porte del tempio ecc. E poi ancora le prove di coraggio, i riti iniziatici e così via. Proprio in virtù di questo, si è favoleggiato che la morte di Mozart, avvenuta due mesi dopo la prima dell'Opera, fosse stata decisa dai vertici della massoneria perchè il compositore si era macchiato di un crimine indicibile: aver resi pubblici, con il Flauto Magico, tutti gli aspetti delle logge massoniche. Tesi ovviamente affascinante ma molto, molto fantasiosa.

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